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POESIA DI GUSTI E SAPORI DELLA LOMBARDIA

Rubriche > Turismo Enogastronomico

Rubrica: TURISMO ENOGASTRONOMICO
di Valter Stabile

Consigli utili ai “gastronauti”per un week-end da ricordare


Non molti conoscono questo mio lato ricco di emozioni e di passione per il gusto e i sapori della buona tavola.

Quindi farò una breve descrizione di questa passione coinvolgente, visto che questo è il primo articolo che aprirà una serie di altri successivi, che tratteranno l’argomento “viaggi enogastronomici nazionale e non solo”.

Fin da piccolo sono stato abituato a gironzolare per la cucina di mamma, aiutando dove e come potevo le fatiche domestiche. Quindi da grande ed emancipato, spesso mi trovavo cuoco per passione nelle pause di lavoro per me e per i colleghi, che condividevano con me i miei orari.
Poi per diversi anni ho vissuto da single, sbizzarrendomi nella mia cucina con amici frequenti ed occasionali.
Da circa 8 anni mi sono fatto una cucina a mia misura, quindi coltivo con costanza e passione la gioia della buona tavola con i miei parenti , amici e la mia famiglia. La mia compagna è quasi tutti i giorni la mia fedele ”cavia” dei miei esperimenti in cucina. Devo dire che si sottopone alle prove con piacere, perché a suo dire sono bravo ai fornelli, ma quando ce un gusto troppo marcato o qualcosa di non ben cotto non si tira indietro con le critiche. Critiche comunque sempre costruttive e sensate, visto che è una eccellente e fantasiosa cuoca. Nonostante venga da una nazione situata dall’altra parte dell’oceano Atlantico, è talmente brava in cucina, da cucinare il risotto con i “bruscandoli” (tipico piatto rurale veneto) in maniera divina.

Da diversi anni abbiamo iniziato a coniugare le vacanze con la passione per i sapori, passando dai tre ai sette giorni ospiti di vari agriturismi d’Italia e d’Europa.

Comincerò a raccontarvi queste indimenticabili esperienze, dall’ultima in ordine di tempo. Mi trovavo in zona Milano e dovevo pernottare almeno una notte,quindi mi veniva in mente che avevo visto tempo fa la trasmissione “mela verde” (tratta argomento enoagrituristico ) che parlava di un interessante agriturismo che allevava oche e che offriva una cucina tradizionale e possibilità di relax e riposo particolari, a soli 30 minuti dal centro di Milano.
Quindi telefonavo e prenotavo, trovando immediatamente nell’interlocutore gentilezza e disponibilità. Già il nome aveva qualcosa di particolare, pregno di ogni positivo auspicio:Cascina Madonnina”(su internet basta digitare www.cascinamadonnina.com 02.93595320).

Infatti al nostro arrivo venivamo accolti con il massimo dell’ospitalità. Subito a prima vista mi accorgevo che l’azienda si avvaleva delle energie rinnovabili: fotovoltaico e geotermico, denotando una attenzione per l’ambiente. La camera ha gli arredi in arte povera, ma è confortevole e pulita. La sera a cena il menù a base di oca mi incuriosiva.
Infatti l’antipasto era composto da un mix di affettati esclusivamente d’oca (salame e speck) e da un delizioso e delicato quanto profumatissimo prosciutto cotto composto da oca e carne di maiale, sapientemente affettato in modo che si sciogliesse dopo pochi secondi dall’inizio dell’introduzione nella bocca. Nota di gusto particolare per il salame ed eccezionale per lo speck, che sembra lo stesso che compriamo al supermercato, ma il sapore dato dalle note di grassezza è lontano anni luce.
Forse sarà perché le oche vengono allevate libere in una grande area rustica.

Il vino scelto per abbinamento è stato un ottima Bonarda dell’oltrepò Pavese,frizzante e delicata, che lava bene la sensazione di grassezza lasciata sul palato dai salumi.
Il primo era costituito da un zuppa contadina di porri e cipolla con pane raffermo sul fondo della casseruola, rigorosamente di terracotta. A molti questo binomio può far pensare a qualcosa di pesante e proibitivo per la digestione, invece vi assicuro una completa soddisfazione nell’equilibrio dei profumi e sapori.
Poi il seguito si è fatto serio ed impegnativo per il metabolismo del nostro corpo.

Un nutrizionista avrebbe molto da ridire sulle calorie e i grassi della “casseoula d’oca”, che abbiamo visto arrivare in tavola. Si tratta di una ricetta contadina pregna di poesia di gusti e sapori che ci hanno regalato dei momenti, non esagero, indimenticabili. Le cosce d’oca, anatra e cotechino in umido con verze nere e verdi e altri ortaggi minori.
Il tutto servito con un tagliere di fumante e profumata polenta taragna.

Dopo una adeguata pausa, d’obbligo l’assaggio di formaggi tipici lombardi a pasta molle, lo “strachitunt” e il “taleggio” accompagnati da miele di castagno e marmellata di pomodori verdi con bicchierino di “sangue di Giuda” (vino dolce).

Ha chiuso la serata una buona fetta di torta fatta in casa alle pere e un bicchierino di vino chinato che “ ammazzava quanto non era già morto”.

Questo è il racconto di un pasto, ma il pranzo dell’indomani è stato assolutamente squisito con la degustazione di altre specialità, per esempio il patè d’oca sui crostini fatti in casa.
Di mattina una colazione a base di frittata di uovo d’oca (saporito e a basso contenuto di colesterolo e affettati vari a richiesta), quanto di meglio per iniziare la giornata, il tutto servito con una cortesia quasi familiare.

In un edificio separato, mi attendeva il momento relax e di sereno benessere, con il percorso hammam e grotta di sale (bagno turco,vasca idromassaggio,tisane varie e frutta fresca a piacere. Insomma delle vere coccole ad un prezzo finale più che onesto. Inutile dire che è stato d’obbligo, prima di lasciare questo tempio dei sapori, una visita allo spaccio aziendale per acquistare gustosissimi e curiosi prosciuttini di coscia d’oca, uova,speck ,salame, formaggi ed altro.

Quando si fa visita a questi posti è meglio andare muniti di frigo (tipo mare) per poter trasportare i prodotti freschi fino a casa.

Ancora oggi, mentre finisco di scrivere questo racconto, ho appena finito di mangiare una “casseoula d’oca” riprodotta divinamente dalla mia compagna, grazie alle cosce fresche che mi ero portato a casa. Una esperienza indimenticabile da consigliare ai buongustai.

Marzo 2012

 
 
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