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La Verità sulla POLIZIA STRADALE e sulla POLFER di PORTOGRUARO

Articoli > di Valter Stabile

La Verità sulla POLIZIA STRADALE e sulla POLFER di PORTOGRUARO

“Vorrei dire la mia opinione a proposito della paventata chiusura del Distaccamento Polizia Stradale e Posto Polizia Ferroviaria di Portogruaro, almeno secondo quanto dichiarato dai giornali e viste le proteste e richieste di delucidazione che il Sindaco di Portogruaro ha inviato al Prefetto di Venezia.
Premetto, prima di ogni altra considerazione, che in quello che dirò NON è in discussione la professionalità, l’esperienza, lo spirito di sacrificio e di abnegazione di tutti gli appartenenti alla Polizia Stradale e Polizia Ferroviaria e di tutte le restanti Forze dell’Ordine di presidio a Portogruaro, anzi negli ultimi 20 anni da quando è iniziata la inarrestabile emorragia di uomini,i colleghi hanno dovuto con grande spirito di volontà sopperire a tutti i vuoti causati da questo continuo sistema di razionalizzazione e tagli voluto dal Governo già da alcuni decenni addietro.
Governo che continua a chiudere o rendere sempre meno operativi, moltissimi reparti di Polizia di Stato in tutto il territorio nazionale, in nome del risparmio e dei bilanci da far quadrare. In tutte le Forze del’Ordine i problemi sono quasi gli stessi: mancato ricambio generazionale e quindi forze nuove fresche e motivate(? Tra poco spiegherò il perché di questo punto interrogativo), mancanza di risorse per gli aggiornamenti e gli addestramenti, non sufficienza di veicoli e mezzi tecnici di contrasto alla criminalità, inefficienze e ristrettezze nella distribuzione del vestiario ed equipaggiamento e manutenzione dei veicoli di servizio, ecc.

Aldilà del disagio dell’operatore in se, che è costretto a sopperire con un miriade di sotterfugi a questi problemi, il tutto si sviluppa in un profondo senso di frustrazione e insicurezza sia del tutore dell’ordine, sia del cittadino ultimo beneficiario della catena della sicurezza sociale, e su cui ricade tutto il peso di queste problematiche. Nonostante i vari Sindacati di Polizia, denuncino già da molti anni queste situazioni regressive, il Governo fa orecchie da mercante, imponendo al principale responsabile di queste misure “salva economia” e cioè il Ministero dell’Interno, politiche amministrative sempre più restrittive con tagli al bilancio di spesa a dir poco senza un senso logico. A causa di questi tagli assurdi, la Polizia di Stato ha perso negli ultimi 15 anni almeno 11.000 uomini, senza un indispensabile ed equo ricambio generazionale.
Già alla fine degli anni 80, la nostra Polizia Stradale aveva perso diverse unità tra pensionamenti e trasferimenti ad altre sedi, senza un ricambio. Lo stessa sorte subivano reparti maggiori, come la Polstrada di Venezia-Mestre (Comando provinciale), il quale per sopperire a queste ulteriori perdite, imponeva ai reparti subordinati come il Distaccamento di Portogruaro di dirottare le proprie poche pattuglie verso itinerari più vicini a Mestre che a Portogruaro, quindi lasciando scoperto il nostro territorio per esigenze operative considerato meno importante.
Io stesso, decine di volte, quando prestavo servizio in quel reparto (1980-1989), sono stato chiamato ad intervenire per rilievi di sinistri stradali fino quasi al confine con la provincia di Padova. E come di frequente poteva accadere, mentre ci trovavamo oltre Mestre, venivamo mandati su un sinistro(solo se di grave entità) magari a Bibione. Pensate ai protagonisti coinvolti, che si lamentavano della lunga attesa per l’arrivo della pattuglia. Lunga attesa relativa, dato che queste distanze venivano coperte in non più di 30/45 minuti, mettendo a repentaglio la vita degli operatori che erano costretti all’uso dei dispositivi d’allarme e mettendo in campo tutta la loro esperienza e professionalità per evitare di creare pericoli e rischi per la circolazione, viste le alte velocità adottate per raggiungere i luoghi del sinistro. Quindi, vi sto dicendo, che già negli anni 80 c’erano questi problemi di scarsità di uomini in considerazione della vastità del territorio da controllare.

Negli ultimi 10 anni la situazione è notevolmente peggiorata in questo senso. Essendo ancora vincolato da certi doveri, l’etica mi impone di non poter divulgare in dettaglio le problematiche ultime in ordine di tempo(molti di questi argomenti li potete trovare visitando il sito del Sindacato di Polizia www.COISP.it). Comunque vi assicuro, che i colleghi in servizio, si esprimono sempre al massimo delle loro capacità, nonostante le mille avversità. Lo stesso dicasi per la Polizia Ferroviaria, che non si sottrae alle stesse problematiche. Già negli anni 90, data la carenza di personale, si sono visti costretti a chiudere il posto di Polizia della stazione ferroviaria dalle ore 00,00 alle ore 07,00, in modo da poter risparmiare personale e poter quindi assicurare una presenza più costante nelle ore diurne nell’ambito ferroviario. Durante la loro assenza notturna, il compito di vigilare la stazione e le sue pertinenze, nonché i locali del posto Polfer, erano di competenza della “volante” del Commissariato. “Volante” che doveva proprio “volare” per assicurare alla meglio ogni intervento, considerata la giurisdizione su tutti gli 11 Comuni del “Portogruarese”.

Potrei raccontarvi storie al limite del paradossale, accadute in tanti anni, risolte solo grazie all’esperienza e inventiva e alla professionalità del personale operante, che ha così potuto oltrepassare i gravi disagi, creati spesso dalla carenza cronica di personale e di mezzi. Nonostante questi disagi e sacrifici volontari, spesso sono stati raggiunti risultati notevoli nella lotta al crimine. Dovete pensare in termini di paragone, che fino agli anni 80/90 le “volanti in una Milano erano il doppio di quelle che ci sono oggi in servizio per turno.

Oggi ci sono problemi di personale per il controllo del territorio, perfino in piccole città provincia come Pordenone. I reparti di Portogruaro, facendo sforzi sovrumani, hanno fino ad oggi garantito un minimo di controllo del territorio, andando in controtendenza nazionale. Questo è accaduto a quasi tutti i presidi di Polizia simili per territorialità. Il problema come ho già detto più volte, è la politica, che deve fare i fatti e non solo parole. I politici non si sono mai accorti in passato che timidamente i nostri Sindacati denunciavano le problematiche. Poi le denunce sono diventate sempre più rumorose, fino a raggiungere trasmissioni televisive importanti e perfino Striscia la notizia. Ma la politica tutta è sorda. I rappresentanti politici locali che siedono nei banchi romani, dovrebbero si alzare il tono, ma soprattutto dovrebbero una volta per tutte capire, che sulla sicurezza dei cittadini “non si risparmia”! Prima vi ho promesso, che vi avrei spiegato il perché del punto interrogativo dopo la parola”fresche e motivate”, ed eccovi la risposta. Il personale fresco è ormai una illusione, visto che di concorsi se ne fanno pochi e gli assunti sono in un numero insufficiente a coprire le perdite. Sulle motivazioni e l’entusiasmo si può contare ancora meno, date le avversità prima elencate, ma soprattutto le frustrazioni che pesano come macigni, dopo aver visto vanificato o quasi il proprio duro e rischioso lavoro, perché una legislazione troppo aperta e una magistratura disponibile rimettono fuori ciò che i tutori dell’ordine rinchiudono. Preciso che anche in questo caso, la colpa non è del singolo, ma della politica, che ha creato nella legislazione delle falle ad hoc. Falle sempre più insormontabili dal cittadino onesto o che sbaglia senza essere un criminale, ma superabilissime dal criminale avvezzo ed esperto nei meandri della legge e nei cavilli a cui appellarsi.
Quale è la soluzione per evitare o almeno tentare di evitare che la Polstrada e la Polfer chiudano (magari tra qualche anno chiuderanno anche il Commissariato di Polizia, ce da tempo qualche voce in giro) ?
Mia personale convinzione è che se i Sindaci di tutti gli 11 Comuni, aggiungendo i Sindaci friulani che riguardano la giurisdizione della Polfer, si presentassero al Ministro degli Interni, chiedendo con decisione la non chiusura, la politica dovrebbe prenderne atto seriamente. La spedizione deve  essere motivata e decisa e l’adesione dei Sindaci totale, solo così potrebbe avere delle possibilità di riuscita.
La mossa eclatante dei primi cittadini, avrebbe un sicuro effetto mediatico, che potrebbe scatenare altre spedizioni, che migliorerebbero altre situazioni a rischio in Italia. Inoltre sarebbe una seria e visibile dimostrazione di impegno della politica locale a favore delle vere esigenze dei cittadini.
I Sindaci saranno capaci di fare qualcosa del genere? Voi che ne pensate?
Marzo VALTER STABILE


 
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